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I “Brutti e Buoni” sono dei dolcetti così chiamati perché, nonostante un aspetto rustico e irregolare, sono golosissimi. Sono biscotti tipici di Gavirate, una graziosa cittadina sul lago di Varese dove, nel 1878 furono ideati. Già da allora molti rappresentanti della belle èpoque si recavano a Gavirate per procurarsi questi dolcetti, e sembra che la regina Elena li apprezzasse talmente che, ogni volta che si recava da Milano a ternate, dove abitava la sua dama di corte, si fermasse a Gavirate a fare un’abbondante scorta di Brutti e Buoni.
Si dice che anche Giuseppe Verdi si recasse a Gavirate per assaporare i Brutti e Buoni, durante i suoi periodi di riposo a Cuasso al Monte.
Ingredienti:
Preparazione:
Tritare finemente le nocciole e le mandorle. Montare a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero a velo e la vanillina, e aggiungervi il trito di nocciole e di mandorle.
Amalgamare bene il tutto con un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi, con il composto riempire una siringa per dolci e formare delle piccole palline, con la base di circa 3 – 4 centimetri, (volendo si può usare un cucchiaio al posto della siringa) disponendole direttamente in una pirofila ricoperta con carta da forno, e facendo attenzione che i dolcetti siano ben distanziati tra loro (almeno 2 cm).
Mettere nel forno preriscaldato e ventilato a 125 °C e lasciare cuocere per circa un’ora, fino a quando la superficie dei biscotti acquisterà un colore ambrato.
Lasciarli raffreddare completamente prima di consumare.
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